Terapie Adottive nei Tumori Solidi

Razionale Scientifico

Negli ultimi anni sono stati sperimentati diversi approcci per migliorare l’attivazione del sistema immunitario in maniera specifica contro le cellule tumorali, con particolare riferimento agli inibitori dei checkpoint immunologici (anticorpi monoclonali antiPD1/PDL1 e anti CTLA-4). Tuttavia, una grande percentuale dei pazienti trattati con tale terapia non ottiene una risposta clinica iniziale oppure, dopo iniziale risposta, la malattia va incontro a progressione in seguito allo sviluppo di meccanismi di resistenza acquisiti.
Diverse strategie sono state sviluppate per superare questo problema. In particolare, uno dei metodi più innovativi consiste nella terapia adottiva. Questa consiste nell’ingegnerizzazione delle cellule immunitarie, in particolare dei linfociti T, con un recettore dell’antigene chimerico (CAR) o con il TCR specifico per un antigene tumorale. Questi approcci utilizzati con buoni risultati nei tumori ematologici, sono oggi oggetto di studio anche nei tumori solidi, nei quali iI maggior ostacolo è legato all’elevata eterogeneità dell’espressione antigenica nonché alla condivisa espressione
antigenica sulle cellule normali. Inoltre, l’espansione ex-vivo e l’infusione di linfociti T raccolti dal letto tumorale ha prodotto risultati clinici rilevanti nel trattamento del melanoma metastatico. Inoltre, la disponibilità di diverse terapie biologiche suggerisce la loro possibile combinazione con l’obiettivo di sfruttarne i vantaggi per meglio affrontare il problema delle resistenze.
Tali argomenti saranno oggetto di approfondimento e discussione in occasione di questo meeting considerando che la terapia adottiva antitumorale ha la potenzialità di essere un importante
passo avanti nella cura dei tumori, anche se ancora molta strada bisognerà percorrere al fine di consentirne la diffusione nella pratica clinica.

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